Sono 6 milioni le copie vendute, fino a questo momento, da Grand Theft Auto IV, nuova produzione videoludica di Rockstar Games, tanto apprezzata da pubblico e critica ma anche messa sotto accusa da chi dei videogiochi, francamente, non ne capisce un fico secco. Memorabili (passatemi l'ironia) i servizi dei vari TG italiani. Niko (protagonista del gioco, ndr) è uno stupratore, un folle che spara senza motivo, un terrorista e chissa cos'altro ancora. In realtà Niko è semplicemente un veterano delle guerre balcaniche venuto in America per le promesse del cugino, per rifarsi una vita perchè quello che ha visto sulla sua terra non lo vuole più vedere.
In tal proposito, vi cito una frase che mi ha molto colpito, detta da lui durante il gioco:"Quando vedi trenta bambini in fila davanti ad una chiesa, con la gola tagliata e le mani troncate, capisci che questa creatura (l'uomo, ndr) non può avere un'anima".
Giù il cappello e applausi.
mercoledì 7 maggio 2008
martedì 6 maggio 2008
Mirror's Edge... una promessa?
Oggi è stato mostrato per la prima volta Mirror's Edge, interessante nuovo progetto dei DICE che ci metterà nei panni di una ragazza dotata dalle incredibili doti atletiche e, sicuramente (lo capirete dei video) di un coraggio invidiabile. Il titolo è un FPS piuttosto atipico, con molti elementi ripresi da action e gode, come si può notare, di una grafica di altissimo livello.
Bando alle ciance, parla il video:
http://www.gametrailers.com/player/33586.html
Buona visione e commentate!
Bando alle ciance, parla il video:
http://www.gametrailers.com/player/33586.html
Buona visione e commentate!
lunedì 5 maggio 2008
Dragon Ball Z - Burst Limit: Nuovo Video
Nuovo video per il picchiaduro di Bandai-Namco, sponsorizzato da Atari, Dragon Ball Z: Burst Limit, in arrivo in Giappone il prossimo 6 Giugno su Xbox 360 e Play Station 3.
Buona visione: http://www.gamersyde.com/leech_7044_en.html
Buona visione: http://www.gamersyde.com/leech_7044_en.html
sabato 3 maggio 2008
Petizione contro la disinformazione verso i videogiochi
Vero è che queste petizioni, molto spesso, lasciano il tempo che trovano. Tuttavia, è altrettanto vero che non si può continuare con questa campagna mediatica lanciata dalla stampa contro i videogiochi, con le ultime perle di Studio Aperto e TG 1 nei quali si parlava addirittura di stupri (cosa assolutamente falsa) da compiere nel nuovo Grand Theft Auto.
Firmate la petizione, per quanto possa sembrare inutile: è un piccolo gesto che non vi costa nulla. Ciao a tutti!
http://www.petitiononline.com/grthauiv/petition.html
Firmate la petizione, per quanto possa sembrare inutile: è un piccolo gesto che non vi costa nulla. Ciao a tutti!
http://www.petitiononline.com/grthauiv/petition.html
domenica 27 aprile 2008
Lost Odyssey - Recensione
Mille anni di sogni, di sofferenze, di guerre, di gioia, di amore, di odio, di invidia, di giustizie ed ingiustizie. Questo e quant'altro nel nuovo gioco di ruolo esclusivo Xbox 360 Lost Odyssey, dalla geniale mente di Hironobu Sakaguchi (Final Fantasy), dalla geniale penna del mangaka Takehiko Inoue (Slam Dunk) e dalle splendide note di Nobuo Uematsu (Final Fantasy).
Recensito per www.cpw.vg (http://www.consoleplanetworld.it/modules.php?name=Reviews&rop=showcontent&id=247), Buona lettura:
Genere: Gioco di Ruolo orientale
Produttore: Mistwalker
Sviluppatore: Feel Plus
Piattaforma: Xbox 360
Localizzazione: Doppiaggio in Italiano
Dopo Blue Dragon, Sakaguchi mette alla prova i sentimenti…dei giocatori
Molte volte basta un niente per capire che, dietro una nuova produzione video ludica, possa nascondersi un’opera di indubbio spessore, capace di sfiorare tutti i sentimenti umani trascinandoli e mescolandoli in un grande insieme di emozioni che portano il videogiocatore a sentirsi completamente coinvolto nelle vicende raccontate dal gioco. Effettivamente, quando metti insieme la magica penna del mangaka Takehiko Inoue, le toccanti note musicali di Nobuo Uematsu e l’incommensurabile genio di Hironobu Sakaguchi, creatore della saga di Final Fantasy, aspettarsi un titolo di un certo livello è praticamente d’obbligo. Lost Odyssey (ロストオデッセイ Rosuto Odessei) ci porta in un mondo immaginario dove la scoperta della magia sta prendendo il sopravvento sul raziocinio umano e sui veri significati della vita, spesso, quasi inconsapevolmente, messi da parte dalla sete di potere e di distruzione nei confronti del mondo intero, che purtroppo, si sa sono cose che accadono anche nel mondo reale. Ma andiamo insieme ad analizzare pregi e difetti di un prodotto che si presenta, a tutti gli effetti, come il migliore gioco di ruolo orientale presente su Xbox 360.
Mille anni di vita, amori, guerre, passioni e sofferenza…
La scoperta dell’energia magica ha completamente stravolto le abitudini di governi e relative popolazioni. La cosiddetta rivoluzione industriale magica è nata quasi all’improvviso, assieme allo stesso potere che si è manifestato in tutti gli esseri viventi in modo inaspettato, sicuramente imprevedibile. Non solo sono state intaccate le abitudini e lo stile di vita della gente, ma anche la natura stessa della guerra ha subito profondi cambiamenti. Le compagini di Uhra e Khent, in conflitto da tempo, hanno incrementato i loro schieramenti con armi magiche in grado di seminare morte e distruzione senza precedenti. Lo scontro finale si svolge sull’altipiano di Wohl. E’ qui che appare un uomo misterioso, visibilmente distrutto dalle guerre che ha combattuto sempre da mercenario. Si dice sia immortale, è il tenente di Uhra Kaim Argonar e protagonista della trama portante del gioco. Effettivamente Kaim è immortale, ma non vogliamo svelarvi perché sia stato colpito da tale maledizione che lo costringe a vivere per oltre mille anni, subendo in modo praticamente amplificato le angosce (ma anche le gioie) che può dare la vita, nei suoi mille risvolti in cui può mutare a seconda delle circostanze. Il nostro protagonista sarà accompagnato da molteplici personaggi, come una piratessa molto tenace nei suoi modi di fare, ed un mago che ama solamente divertirsi con tanto alcool e qualche “donzella” un po’ allegra. La storia si dipana perfettamente nei quattro DVD che compongono l’intero titolo, perdendosi forse un po’ in aspetti che potevano sicuramente essere tralasciati ma che, di certo, approfondiscono un po’ il succo generale, con numerosi colpi di scena, misteriosi intrighi e tradimenti, grandi amori e il vero significato delle parole gaudio e tristezza. Inoltre, per incrementare ancora di più le conoscenze e il passato dei protagonisti, ogni tanto certi eventi possono riaccendere vecchie memorie prima dimenticate degli stessi, raccontate attraverso dei testi in movimento accompagnati sempre da note musicali toccanti e malinconiche presentando come sfondo immagini sfocate ma adatte a quanto raccontato. I cosiddetti sogni, i “He Who Journeys Eternity: Lost Odyssey: A Thousand Years of Dreams” (永遠を旅する者 ロストオデッセイ 千年の夢Eien o tabisuru mono Rosuto Odessei sennen no yume). Trentaquattro Novelle scritte da Kiyoshi Shigematsu. Una più bella dell’altra.
L’essere immortale ha i suoi vantaggi
Ma andiamo adesso ad analizzare ciò che offre la struttura ludica approntata per Lost Odyssey. Va detto sin da subito, che il carismatico Sakaguchi-san ha fatto un piccolo passo “indietro” rispetto a Blue Dragon. Se nel titolo che vedeva protagoniste le avventure dei piccoli ragazzi e le loro speciali ombre gli incontri non erano casuali ma con nemici visibili su schermo, con Lost Odyssey si ritorna alla vecchia maniera. Infatti, il mondo viene suddiviso in diverse aree, le quali sono impostate tramite percorsi lineari e con diversi incontri casuali, tuttavia (per fortuna) non eccessivi nella loro presenza ma in quantità giusta per permettere un giusto livellamento dei personaggi. Il sistema di combattimento è quello classico gestito da singoli turni per ogni combattente presente sul campo di battaglia, con la possibilità di impostare due diverse linee di schieramento, mettendo, ad esempio, i guerrieri davanti ed i maghi alle loro spalle. Gli immortali avranno diversi vantaggi rispetto ai personaggi mortali: prima di tutto, nel caso dovessero perdere completamente la loro vita, se il team riuscirà a resistere per almeno tre turni, l’Immortale si rianimerà con una cospicua quantità di punti vita. Inoltre, questi avranno la possibilità di apprendere, combattimento dopo combattimento, le abilità migliori dei loro alleati tramite un particolare sistema di collegamento delle stesse. Attraverso i menu di gioco, infatti, mediante la scheda di un personaggio immortale si potrà selezionare un collegamento con una abilità a scelta di uno dei protagonisti mortali, permettendo dunque il suo apprendimento dopo un certo numero di scontri. Altra novità è rappresentata dal muro difensivo che i combattenti in prima linea forniranno ai loro alleati appostati alle loro spalle. La condizione di guardia è rappresentata dal totale dei punti vita dei membri della prima linea: più alta è la condizione maggiore sarà la difesa fornita agli altri combattenti. Ancora, è possibile incrementare le potenzialità dei vari personaggi attraverso degli speciali anelli di incremento. Questi, una volta indossati, permettono durante gli scontri di ottenere degli extra in certi aspetti caratteristici del membro combattente di turno. L’effetto dell’anello dipende da un piccolo gioco di concentrazione da parte del giocatore. Infatti, per avere un effetto praticamente totale, al momento dell’attacco appare un anello di puntamento attorno al nemico. Nello stesso istante partirà un altro anello, che si andrà a sovrapporre velocemente alla controparte. Per ottenere il massimo effetto, come avrete immaginato, dovete fermare l’anello esterno nel momento giusto in cui si sovrappone con l’anello interno, in caso di errore l’effetto sarà nullo. Il resto funziona esattamente alla stessa maniera di un tempo, ogni membro dovrà attendere il suo turno prima di sferrare l’attacco ed i punti esperienza, guadagnati al termine dell’incontro vinto, permettono l’incremento di livello il quale potenzierà maggiormente la caratteristiche e le abilità del personaggio di turno. Un grosso pregio del sistema di combattimento di Lost Odyssey, risiede in un certo approccio tattico che bisogna sempre utilizzare all’interno dei combattimenti. Nel titolo non basta infatti avere il personaggio con il livello più alto possibile, ma bisogna anche approntare diverse tattiche a seconda della tipologia dell’avversario, dei suoi punti deboli e cosi via. Questo fornisce una buona quantità di appagamento nei combattimenti, i quali non risulteranno mai noiosi nonostante la loro natura un po’ obsoleta che potrebbe far storcere il naso a chi predilige le innovazioni. Per concludere, all’interno dei dungeon sono presenti, alcune volte, diversi enigmi che andranno risolti con l’uso dell’ingegno. Non tanto a dire la verità, vista la loro eccessiva felicità e semplicità.
Il tocco magico di Inoue
Non c’è dubbio che il comparto tecnico di Lost Odyssey può lasciare adito a dubbi o incertezze. Di certo, non si può criticare l’ottimo lavoro di design svolto da Takehiko Inoue, mangaka di successo in tutto il mondo. La caratterizzazione stilistica dei protagonisti della storia è eccezionale, e rispecchia perfettamente le vicissitudini e le avventure che questi hanno dovuto affrontare nella vita. Kaim ha il classico volto maliconico e perennemente triste che caratterizza chi ha dovuto togliere, troppe volte, la vita ad altra gente. Per gli altri personaggi vale il medesimo discorso. Non sono solo un ammasso di poligoni ben animato, ma vivono di sentimenti umani, vi cattureranno con le loro splendide animazioni facciali, e quando tutto finirà ne sentirete la mancanza, come se li aveste conosciuti realmente di persona e avete combattuto insieme le stesse battaglie, festeggiato insieme le stesse vittorie e pianto insieme quando la sofferenza era troppo grande. Come è grande il lavoro svolto nelle ambientazioni, alcune di esse particolarmente originali ed altre forse ispirate, per certi piccoli versi, a vecchi Final Fantasy ma senza dubbio d’impatto e molto evocative. Ma è dal comparto tecnico stesso che emergono i maggiori difetti di questo titolo. Prima di tutto l’Unreal Engine 3 fornisce, sicuramente, una grafica di ottimo livello sotto l’aspetto visivo, presentando ambientazioni e personaggi particolarmente curati sia nella loro composizione e relative movenze. Tuttavia, alcuni difetti, tranquillamente evitabili, non riescono a far decollare il prodotto denotando certe mancanze che, per certi versi, possono essere effettivamente molto fastidiose. Prima di tutto il titolo soffre di parecchi problemi di frame-rate, specialmente nelle fasi più concitate o in ambientazioni particolarmente complesse sotto il punto di vista poligonale. Poi, vi è un eccessivo numero di caricamenti fra una scena filmata e l’altra i quali spezzano, purtroppo, il ritmo di gioco facendo scemare un po’ l’assuefazione anche per le parti di gioco più importanti. Ancora, qualche textures qua e la non proprio curata magistralmente ed una serie di difetti grafici che, con accuratezze maggiori, sarebbero potuti essere evitati con facilità. Splendido, semplicemente splendido è invece l’aspetto sonoro di Lost Odyssey. Nobuo Uematsu è in forma più che mai e riesce a regalare composizioni musicali che rappresentano, perfettamente, ogni situazione che verrà offerta dalla trama e dal prosieguo dell’avventura. Malinconiche, tristi e cariche di sofferenza ma anche gaudiose, vive e allegre. Coadiuvate poi da un doppiaggio completamente in italiano di ottimo livello: riconoscerete infatti molte “voci” che avete sentito spesso nelle produzioni cinematografiche in televisione. Il lavoro non si è limitato ad una semplice lettura dei dialoghi come capita nelle lavorazioni più scadenti, ma si è cercato di dare una certa impronta emotiva ad ogni parola, riuscendoci perfettamente. Infine, per quanto riguarda la longevità, Lost Odyssey vi terrà impegnati almeno per trenta-quaranta ore, divise perfettamente nei quattro DVD contenenti anche molte scene in computer grafica assolutamente spettacolari. Se vi cimenterete anche nelle diverse quest secondarie, la durata viene incrementata ancora di più, raggiungendo picchi di cinquanta-sessanta ore nei casi più “lenti”.
Commento finale
Dunque, Lost Odyssey è senza dubbio una grande produzione. Sicuramente il migliore gioco di ruolo di stampo orientale che possiate trovare, al momento, su Xbox 360. Ad un character design splendido va ad unirsi una trama di buon livello, colpita, purtroppo, da qualche “buco” qua e la e molte volte da approfondimenti (i cosiddetti “filler”) che potevano tranquillamente essere evitati. Inoltre, i caricamenti spezzano fin troppe volte il ritmo di gioco riducendo, spesso, l’enfasi emotiva che poteva essere regalata da una sequenza di scene decisamente più veloce. Mentre, nonostante sia abbastanza classico, il sistema di combattimento è ben lavorato e decisamente assuefante ed offre, anche, delle piccole innovazioni che faranno felici i fan del genere. Ma ci sentiamo di consigliare il gioco veramente a tutti, anche una piccola prova da parte di chi, questa tipologia di game non la apprezza particolarmente. Lost Odyssey è un titolo in grado di regalare forti emozioni, trascendendo spesso il semplice significato di videogioco, offrendo al giocatore la possibilità di riflettere non solo sui vari aspetti della vita, ma anche cosa significa provare realmente gioia e dolore. In mille anni di vita, Kaim lo ha capito. Lo ha provato sulla sua pelle. Adesso tocca a voi, correte in negozio, acquistate la vostra copia ed immergetevi in queste ore di pure emozioni. Lost Odyssey potrebbe essere il primo gioco a farvi piangere, e non è poco.
Pro:
Trama affascinante e commovente...
I sogni di Kaim sono semplicemente da applausi
Comparto tecnico di buon livello e giocabilità assuefante e divertente
Stile ineccepibile
Splendide le musiche di Nobuo Uematsu e buon doppiaggio in Italiano
Contro:
...ma a volte altalenante
Sistema di combattimento classico che potrebbe non piacere a tutti
Qualche calo di frame-rate
Eccessivi caricamenti
Alcune cose potevano essere curate meglio
GRAFICA: 8
SONORO: 9
GIOCABILITA': 8,5
LONGEVITA': 8,5
CARISMA: 8,5
TOTALE: 87 %
Recensito per www.cpw.vg (http://www.consoleplanetworld.it/modules.php?name=Reviews&rop=showcontent&id=247), Buona lettura:
Genere: Gioco di Ruolo orientale
Produttore: Mistwalker
Sviluppatore: Feel Plus
Piattaforma: Xbox 360
Localizzazione: Doppiaggio in Italiano
Dopo Blue Dragon, Sakaguchi mette alla prova i sentimenti…dei giocatori
Molte volte basta un niente per capire che, dietro una nuova produzione video ludica, possa nascondersi un’opera di indubbio spessore, capace di sfiorare tutti i sentimenti umani trascinandoli e mescolandoli in un grande insieme di emozioni che portano il videogiocatore a sentirsi completamente coinvolto nelle vicende raccontate dal gioco. Effettivamente, quando metti insieme la magica penna del mangaka Takehiko Inoue, le toccanti note musicali di Nobuo Uematsu e l’incommensurabile genio di Hironobu Sakaguchi, creatore della saga di Final Fantasy, aspettarsi un titolo di un certo livello è praticamente d’obbligo. Lost Odyssey (ロストオデッセイ Rosuto Odessei) ci porta in un mondo immaginario dove la scoperta della magia sta prendendo il sopravvento sul raziocinio umano e sui veri significati della vita, spesso, quasi inconsapevolmente, messi da parte dalla sete di potere e di distruzione nei confronti del mondo intero, che purtroppo, si sa sono cose che accadono anche nel mondo reale. Ma andiamo insieme ad analizzare pregi e difetti di un prodotto che si presenta, a tutti gli effetti, come il migliore gioco di ruolo orientale presente su Xbox 360.
Mille anni di vita, amori, guerre, passioni e sofferenza…
La scoperta dell’energia magica ha completamente stravolto le abitudini di governi e relative popolazioni. La cosiddetta rivoluzione industriale magica è nata quasi all’improvviso, assieme allo stesso potere che si è manifestato in tutti gli esseri viventi in modo inaspettato, sicuramente imprevedibile. Non solo sono state intaccate le abitudini e lo stile di vita della gente, ma anche la natura stessa della guerra ha subito profondi cambiamenti. Le compagini di Uhra e Khent, in conflitto da tempo, hanno incrementato i loro schieramenti con armi magiche in grado di seminare morte e distruzione senza precedenti. Lo scontro finale si svolge sull’altipiano di Wohl. E’ qui che appare un uomo misterioso, visibilmente distrutto dalle guerre che ha combattuto sempre da mercenario. Si dice sia immortale, è il tenente di Uhra Kaim Argonar e protagonista della trama portante del gioco. Effettivamente Kaim è immortale, ma non vogliamo svelarvi perché sia stato colpito da tale maledizione che lo costringe a vivere per oltre mille anni, subendo in modo praticamente amplificato le angosce (ma anche le gioie) che può dare la vita, nei suoi mille risvolti in cui può mutare a seconda delle circostanze. Il nostro protagonista sarà accompagnato da molteplici personaggi, come una piratessa molto tenace nei suoi modi di fare, ed un mago che ama solamente divertirsi con tanto alcool e qualche “donzella” un po’ allegra. La storia si dipana perfettamente nei quattro DVD che compongono l’intero titolo, perdendosi forse un po’ in aspetti che potevano sicuramente essere tralasciati ma che, di certo, approfondiscono un po’ il succo generale, con numerosi colpi di scena, misteriosi intrighi e tradimenti, grandi amori e il vero significato delle parole gaudio e tristezza. Inoltre, per incrementare ancora di più le conoscenze e il passato dei protagonisti, ogni tanto certi eventi possono riaccendere vecchie memorie prima dimenticate degli stessi, raccontate attraverso dei testi in movimento accompagnati sempre da note musicali toccanti e malinconiche presentando come sfondo immagini sfocate ma adatte a quanto raccontato. I cosiddetti sogni, i “He Who Journeys Eternity: Lost Odyssey: A Thousand Years of Dreams” (永遠を旅する者 ロストオデッセイ 千年の夢Eien o tabisuru mono Rosuto Odessei sennen no yume). Trentaquattro Novelle scritte da Kiyoshi Shigematsu. Una più bella dell’altra.
L’essere immortale ha i suoi vantaggi
Ma andiamo adesso ad analizzare ciò che offre la struttura ludica approntata per Lost Odyssey. Va detto sin da subito, che il carismatico Sakaguchi-san ha fatto un piccolo passo “indietro” rispetto a Blue Dragon. Se nel titolo che vedeva protagoniste le avventure dei piccoli ragazzi e le loro speciali ombre gli incontri non erano casuali ma con nemici visibili su schermo, con Lost Odyssey si ritorna alla vecchia maniera. Infatti, il mondo viene suddiviso in diverse aree, le quali sono impostate tramite percorsi lineari e con diversi incontri casuali, tuttavia (per fortuna) non eccessivi nella loro presenza ma in quantità giusta per permettere un giusto livellamento dei personaggi. Il sistema di combattimento è quello classico gestito da singoli turni per ogni combattente presente sul campo di battaglia, con la possibilità di impostare due diverse linee di schieramento, mettendo, ad esempio, i guerrieri davanti ed i maghi alle loro spalle. Gli immortali avranno diversi vantaggi rispetto ai personaggi mortali: prima di tutto, nel caso dovessero perdere completamente la loro vita, se il team riuscirà a resistere per almeno tre turni, l’Immortale si rianimerà con una cospicua quantità di punti vita. Inoltre, questi avranno la possibilità di apprendere, combattimento dopo combattimento, le abilità migliori dei loro alleati tramite un particolare sistema di collegamento delle stesse. Attraverso i menu di gioco, infatti, mediante la scheda di un personaggio immortale si potrà selezionare un collegamento con una abilità a scelta di uno dei protagonisti mortali, permettendo dunque il suo apprendimento dopo un certo numero di scontri. Altra novità è rappresentata dal muro difensivo che i combattenti in prima linea forniranno ai loro alleati appostati alle loro spalle. La condizione di guardia è rappresentata dal totale dei punti vita dei membri della prima linea: più alta è la condizione maggiore sarà la difesa fornita agli altri combattenti. Ancora, è possibile incrementare le potenzialità dei vari personaggi attraverso degli speciali anelli di incremento. Questi, una volta indossati, permettono durante gli scontri di ottenere degli extra in certi aspetti caratteristici del membro combattente di turno. L’effetto dell’anello dipende da un piccolo gioco di concentrazione da parte del giocatore. Infatti, per avere un effetto praticamente totale, al momento dell’attacco appare un anello di puntamento attorno al nemico. Nello stesso istante partirà un altro anello, che si andrà a sovrapporre velocemente alla controparte. Per ottenere il massimo effetto, come avrete immaginato, dovete fermare l’anello esterno nel momento giusto in cui si sovrappone con l’anello interno, in caso di errore l’effetto sarà nullo. Il resto funziona esattamente alla stessa maniera di un tempo, ogni membro dovrà attendere il suo turno prima di sferrare l’attacco ed i punti esperienza, guadagnati al termine dell’incontro vinto, permettono l’incremento di livello il quale potenzierà maggiormente la caratteristiche e le abilità del personaggio di turno. Un grosso pregio del sistema di combattimento di Lost Odyssey, risiede in un certo approccio tattico che bisogna sempre utilizzare all’interno dei combattimenti. Nel titolo non basta infatti avere il personaggio con il livello più alto possibile, ma bisogna anche approntare diverse tattiche a seconda della tipologia dell’avversario, dei suoi punti deboli e cosi via. Questo fornisce una buona quantità di appagamento nei combattimenti, i quali non risulteranno mai noiosi nonostante la loro natura un po’ obsoleta che potrebbe far storcere il naso a chi predilige le innovazioni. Per concludere, all’interno dei dungeon sono presenti, alcune volte, diversi enigmi che andranno risolti con l’uso dell’ingegno. Non tanto a dire la verità, vista la loro eccessiva felicità e semplicità.
Il tocco magico di Inoue
Non c’è dubbio che il comparto tecnico di Lost Odyssey può lasciare adito a dubbi o incertezze. Di certo, non si può criticare l’ottimo lavoro di design svolto da Takehiko Inoue, mangaka di successo in tutto il mondo. La caratterizzazione stilistica dei protagonisti della storia è eccezionale, e rispecchia perfettamente le vicissitudini e le avventure che questi hanno dovuto affrontare nella vita. Kaim ha il classico volto maliconico e perennemente triste che caratterizza chi ha dovuto togliere, troppe volte, la vita ad altra gente. Per gli altri personaggi vale il medesimo discorso. Non sono solo un ammasso di poligoni ben animato, ma vivono di sentimenti umani, vi cattureranno con le loro splendide animazioni facciali, e quando tutto finirà ne sentirete la mancanza, come se li aveste conosciuti realmente di persona e avete combattuto insieme le stesse battaglie, festeggiato insieme le stesse vittorie e pianto insieme quando la sofferenza era troppo grande. Come è grande il lavoro svolto nelle ambientazioni, alcune di esse particolarmente originali ed altre forse ispirate, per certi piccoli versi, a vecchi Final Fantasy ma senza dubbio d’impatto e molto evocative. Ma è dal comparto tecnico stesso che emergono i maggiori difetti di questo titolo. Prima di tutto l’Unreal Engine 3 fornisce, sicuramente, una grafica di ottimo livello sotto l’aspetto visivo, presentando ambientazioni e personaggi particolarmente curati sia nella loro composizione e relative movenze. Tuttavia, alcuni difetti, tranquillamente evitabili, non riescono a far decollare il prodotto denotando certe mancanze che, per certi versi, possono essere effettivamente molto fastidiose. Prima di tutto il titolo soffre di parecchi problemi di frame-rate, specialmente nelle fasi più concitate o in ambientazioni particolarmente complesse sotto il punto di vista poligonale. Poi, vi è un eccessivo numero di caricamenti fra una scena filmata e l’altra i quali spezzano, purtroppo, il ritmo di gioco facendo scemare un po’ l’assuefazione anche per le parti di gioco più importanti. Ancora, qualche textures qua e la non proprio curata magistralmente ed una serie di difetti grafici che, con accuratezze maggiori, sarebbero potuti essere evitati con facilità. Splendido, semplicemente splendido è invece l’aspetto sonoro di Lost Odyssey. Nobuo Uematsu è in forma più che mai e riesce a regalare composizioni musicali che rappresentano, perfettamente, ogni situazione che verrà offerta dalla trama e dal prosieguo dell’avventura. Malinconiche, tristi e cariche di sofferenza ma anche gaudiose, vive e allegre. Coadiuvate poi da un doppiaggio completamente in italiano di ottimo livello: riconoscerete infatti molte “voci” che avete sentito spesso nelle produzioni cinematografiche in televisione. Il lavoro non si è limitato ad una semplice lettura dei dialoghi come capita nelle lavorazioni più scadenti, ma si è cercato di dare una certa impronta emotiva ad ogni parola, riuscendoci perfettamente. Infine, per quanto riguarda la longevità, Lost Odyssey vi terrà impegnati almeno per trenta-quaranta ore, divise perfettamente nei quattro DVD contenenti anche molte scene in computer grafica assolutamente spettacolari. Se vi cimenterete anche nelle diverse quest secondarie, la durata viene incrementata ancora di più, raggiungendo picchi di cinquanta-sessanta ore nei casi più “lenti”.
Commento finale
Dunque, Lost Odyssey è senza dubbio una grande produzione. Sicuramente il migliore gioco di ruolo di stampo orientale che possiate trovare, al momento, su Xbox 360. Ad un character design splendido va ad unirsi una trama di buon livello, colpita, purtroppo, da qualche “buco” qua e la e molte volte da approfondimenti (i cosiddetti “filler”) che potevano tranquillamente essere evitati. Inoltre, i caricamenti spezzano fin troppe volte il ritmo di gioco riducendo, spesso, l’enfasi emotiva che poteva essere regalata da una sequenza di scene decisamente più veloce. Mentre, nonostante sia abbastanza classico, il sistema di combattimento è ben lavorato e decisamente assuefante ed offre, anche, delle piccole innovazioni che faranno felici i fan del genere. Ma ci sentiamo di consigliare il gioco veramente a tutti, anche una piccola prova da parte di chi, questa tipologia di game non la apprezza particolarmente. Lost Odyssey è un titolo in grado di regalare forti emozioni, trascendendo spesso il semplice significato di videogioco, offrendo al giocatore la possibilità di riflettere non solo sui vari aspetti della vita, ma anche cosa significa provare realmente gioia e dolore. In mille anni di vita, Kaim lo ha capito. Lo ha provato sulla sua pelle. Adesso tocca a voi, correte in negozio, acquistate la vostra copia ed immergetevi in queste ore di pure emozioni. Lost Odyssey potrebbe essere il primo gioco a farvi piangere, e non è poco.
Pro:
Trama affascinante e commovente...
I sogni di Kaim sono semplicemente da applausi
Comparto tecnico di buon livello e giocabilità assuefante e divertente
Stile ineccepibile
Splendide le musiche di Nobuo Uematsu e buon doppiaggio in Italiano
Contro:
...ma a volte altalenante
Sistema di combattimento classico che potrebbe non piacere a tutti
Qualche calo di frame-rate
Eccessivi caricamenti
Alcune cose potevano essere curate meglio
GRAFICA: 8
SONORO: 9
GIOCABILITA': 8,5
LONGEVITA': 8,5
CARISMA: 8,5
TOTALE: 87 %
venerdì 18 aprile 2008
No More Heroes - Recensione
Uno dei prodotti più atipici che possiate trovare su Nintendo Wii. Sto parlando di No More Heroes, nuovo gioco nato dalla geniale mente di Goichi Suda, creatore dello splendido Killer 7 disponibile su Game Cube e Play Station 2. Recensione disponibile su: http://www.4news.it/2Tech/Recensione_Nintendo_Wii:_No_More_Heroes-1347.html
Eccola di seguito -------------------------------------------------------------------------------->
Suda torna a stupire. Stavolta su Nintendo Wii
Dopo aver deliziato gli utenti GameCube e Play Station 2 con Killer 7, protagonista di un ottimo successo critico, per Goichi Suda arriva il momento di cimentarsi con la sfida della nuova generazione, abbracciando la rivoluzione portata da Nintendo con il suo Wii. No More Heroes è, appunto, il nuovo progetto di Rising Star Games, inizialmente previsto su Xbox 360 ma successivamente trasportato sulla fortunata console giapponese per via del perfetto connubio fra il Wiimote e la struttura ludica dietro al titolo. No More Heroes è un prodotto particolare, di quelli che difficilmente riescono ad accaparrarsi le simpatie del grande pubblico proprio per la sua diversa stilizzazione in certi aspetti del gioco, sia visivi che puramente strutturali nel gameplay. La recensione mirerà ad analizzarli sotto tutti i punti di vista, positivi o negativi del caso.
Travis Touchdown, passione principale? Uccidere.
-->La trama si svolge nella ridente cittadina di Santa Destroy. Protagonista è il simpatico e carismatico Travis Touchdown, uno sfaccendato ragazzo con la passione del wrestling e degli anime. Tuttavia, dentro di sè nasconde un altro hobby, un po' "strambo" a dire il vero, o semplicemente disonesto. Il caro Travis adora infatti uccidere la gente: armato di una speciale katana laser (a mò di Guerre Stellari), compie omicidi su "commissioni", ovvero ricevendo gli ordini da speciale organizzazioni o mandanti segreti.
Uccidere divenne, però, presto "noioso" per lui, tant'è che presto cade in una depressione che spesso lo costringeva ad affittare dei film.un po' spinti. La sua vita cambia di colpo quando incontra quella splendida ragazza di Sylvia Christel, al Death Match Bar. Infatti, eliminando un invasato qualsiasi entra di diritto nella lista della United Assassin Association, all'undicesimo posto di questa speciale graduatoria. Il suo destino adesso è quello di scalare la classifica ed arrivare sino alla prima posizione, uccidendo uno per uno gli esponenti che si pongono fra lui e questo speciale obiettivo, guardandosi le spalle ovviamente da chi vorrà prendersi la sua posizione.
Una trama che, si può dire, funge un po' da "contorno" al gioco vero e proprio. Riesce, comunque, a catturare il giocatore, con vari colpi di scena qua e là, una caratterizzazione dei personaggi di buon livello e molti dialoghi "ad effetto", come si vedrebbe in qualsiasi produzione "trash" cinematografica.
La mia arma è una katana.laser
-->Come citato poco sopra, l'arma principale che viene utilizzata nel titolo è una speciale katana laser vinta dal protagonista in una asta online. E' chiaro immaginare come il Wiimote si presti perfettamente a tale oggetto, tant'è che le mosse speciali, o per cosi dire "i colpi di grazia", avvengono con un movimento del controller della console Nintendo. Infatti, l'attacco è gestito tramite la pulsantiera A e B, i quali permettono di sferrare dei fendenti micidiali che ridurranno in fin di vita gli avversari che si incontreranno giocando; una volta che la barra vita di questi sia ridotta al minimo sindacale, una freccia indicherà in quale direzione sferrare il colpo finale con un naturale movimento del braccio come se si impugnasse una vera e propria katana.
Ovviamente, No More Heroes, non fa delle uccisioni l'unica possibilità ludica per tutta la durata dell'avventura: di certo è il fulcro principale del game, tuttavia Suda e soci hanno ideato diverse attività secondarie che non solo danno la possibilità di incrementare la longevità del titolo, ma anche a cimentarsi in certi impieghi piuttosto rari a vedersi nei videogiochi. Chi avrebbe mai pensato ad esempio che un prodotto cosi controverso come No More Heroes potesse fornire anche una piccola parte dedicata al taglio dell'erba alta? Oppure dare lezioni di ecologia ripulendo le vie cittadine dall'immondizia? Potenza del genio direbbe qualcuno, o semplicemente un tentativo di non far sembrare il gioco fin troppo ripetitivo nelle sue meccaniche.
Rising Star ha infatti inserito una sorta di free-roaming game (alla GTA per intendere meglio) nella quale il giocatore può vagare liberamente per Santa Destroy a bordo della incredibile e piuttosto stramba moto di Travis Touchdown. La città è ricca di negozi o strane associazioni: abbigliamento nel quale si potranno acquistare magliette e altri articoli del genere personalizzati direttamente dal team di sviluppo; videoteche, ove il caro Travis è solito affittare o acquistare titoli molto."intensi"; palestre di allenamento gestite da Thunder Ryu, maestro di Travis ed ex wrestler professionista. Qui potranno essere rinforzate alcune mosse ed imparate delle nuove; un laboratorio gestito dall'affascinante Professoressa Naomi, la quale costruisce katane laser sempre più sofisticate e potenti; un agenzia di collocamento, dove si potranno ingaggiare nuovi lavori che seppur non siano proprio il massimo della vita permettono di guadagnare qualche buon gruzzolo; un agenzia pubblicitaria che in realtà commissiona omicidi al protagonista e il Bancomat nel quale verranno effettuati i versamenti per poter procedere avanti nel gioco.
Infatti, ogni volta che si guadagna una posizione uccidendo il "boss" di turno, l'associazione richiederà un versamento per poter affrontare chi presiede la posizione successiva. Il danaro andrà guadagnato svolgendo appunto quei piccoli lavori secondari o sbrigando commissioni omicide per l'agenzia pubblicitaria.
Bisogna dire che il sistema di combattimento di No More Heroes è abbastanza appagante e divertente, forte anche delle diverse modifiche che potranno essere effettuate con il prosieguo della storia. Travis Touchdown, come detto, è anche un tipetto con la passione del wrestling, e non lesina qualche mossa (che imparerà guardando le videocassette su questo spettacolo) ai suoi avversari, che andranno effettuate con particolari movimenti combinati di Nunchuck e Wiimote.
Inoltre, durante gli scontri con katana, Travis potrà entrare in modalità Dark Side. Questa si attiva tramite una slot machine posizionata in basso nel teleschermo quando si effettuerà un colpo mortale contro un avversario. Una volta ucciso, infatti, la slot comincerà a girare e se si ottengono combinazioni uguali per tutte e tre le figure presenti, per qualche istante Travis diventerà praticamente invincibile riuscendo a sgominare tranquillamente qualsiasi avversario gli si pari davanti.
Tanto stile ma poca tecnica
-->Il comparto grafico di No More Heroes alterna alti e bassi. Se lo stile grafico di ambientazioni, character design e cosi via è sicuramente eccezionale e rasente la perfezione, quello tecnico delude terribilmente offrendo una delle produzioni più scadenti presenti su Nintendo Wii. Il gioco soffre di tantissimi difetti sotto questo aspetto, riscontrabili soprattutto in un sistema di collisioni ridicolo, textures caricate in ritardo nella maggior parte dei casi ed alcune di esse neanche eccezionali, pop-up in grossa quantità ed una IA non proprio eccelsa. Nulla di negativo da segnalare invece sotto il profilo sonoro, il quale presenta le buone musiche intervellate fra techno, j-pop e Tex-Mex di Masafumi Takada ed effetti sonori talmente originali da risultare splendidi e persino azzeccati.
Buon giudizio anche per la longevità composta dalle dieci alle dodici ore di gioco. Peccato solo per una certa ripetitività citata nella pagina precedente.
Considerazioni finali
-->No More Heroes è un prodotto atipico ma senza dubbio un buon gioco che merita almeno di essere provato. Un sistema di controllo appagante ed uno stile praticamente ineccepibile riescono a limare, in parte, i grossi limiti di un gioco che, con le dovute accuratezze sarebbe potuto diventare molto di più di quello che è realmente. Le fasi in free-roaming sembrano quasi un pretesto per poter avvicinare anche i cosiddetti "casual games", data la loro scarsa utilità e soprattutto i grossi difetti che le compongono. Il comparto tecnico è invece di quanto più brutto ci si potesse aspettare, pieno di bug e difetti e alcuni dei quali veramente fastidiosi.
Senza dubbio, come per Killer 7, No More Heroes è una esperienza unica, particolare che potrebbe non essere compresa da tutti, ma, ripetendo, va almeno provato, magari può anche piacervi.
Votazioni:
Grafica: 75
Longevità: 80
Gameplay: 80
Audio: 85
Globale: 78
Eccola di seguito -------------------------------------------------------------------------------->
Suda torna a stupire. Stavolta su Nintendo Wii
Dopo aver deliziato gli utenti GameCube e Play Station 2 con Killer 7, protagonista di un ottimo successo critico, per Goichi Suda arriva il momento di cimentarsi con la sfida della nuova generazione, abbracciando la rivoluzione portata da Nintendo con il suo Wii. No More Heroes è, appunto, il nuovo progetto di Rising Star Games, inizialmente previsto su Xbox 360 ma successivamente trasportato sulla fortunata console giapponese per via del perfetto connubio fra il Wiimote e la struttura ludica dietro al titolo. No More Heroes è un prodotto particolare, di quelli che difficilmente riescono ad accaparrarsi le simpatie del grande pubblico proprio per la sua diversa stilizzazione in certi aspetti del gioco, sia visivi che puramente strutturali nel gameplay. La recensione mirerà ad analizzarli sotto tutti i punti di vista, positivi o negativi del caso.
Travis Touchdown, passione principale? Uccidere.
-->La trama si svolge nella ridente cittadina di Santa Destroy. Protagonista è il simpatico e carismatico Travis Touchdown, uno sfaccendato ragazzo con la passione del wrestling e degli anime. Tuttavia, dentro di sè nasconde un altro hobby, un po' "strambo" a dire il vero, o semplicemente disonesto. Il caro Travis adora infatti uccidere la gente: armato di una speciale katana laser (a mò di Guerre Stellari), compie omicidi su "commissioni", ovvero ricevendo gli ordini da speciale organizzazioni o mandanti segreti.
Uccidere divenne, però, presto "noioso" per lui, tant'è che presto cade in una depressione che spesso lo costringeva ad affittare dei film.un po' spinti. La sua vita cambia di colpo quando incontra quella splendida ragazza di Sylvia Christel, al Death Match Bar. Infatti, eliminando un invasato qualsiasi entra di diritto nella lista della United Assassin Association, all'undicesimo posto di questa speciale graduatoria. Il suo destino adesso è quello di scalare la classifica ed arrivare sino alla prima posizione, uccidendo uno per uno gli esponenti che si pongono fra lui e questo speciale obiettivo, guardandosi le spalle ovviamente da chi vorrà prendersi la sua posizione.
Una trama che, si può dire, funge un po' da "contorno" al gioco vero e proprio. Riesce, comunque, a catturare il giocatore, con vari colpi di scena qua e là, una caratterizzazione dei personaggi di buon livello e molti dialoghi "ad effetto", come si vedrebbe in qualsiasi produzione "trash" cinematografica.
La mia arma è una katana.laser
-->Come citato poco sopra, l'arma principale che viene utilizzata nel titolo è una speciale katana laser vinta dal protagonista in una asta online. E' chiaro immaginare come il Wiimote si presti perfettamente a tale oggetto, tant'è che le mosse speciali, o per cosi dire "i colpi di grazia", avvengono con un movimento del controller della console Nintendo. Infatti, l'attacco è gestito tramite la pulsantiera A e B, i quali permettono di sferrare dei fendenti micidiali che ridurranno in fin di vita gli avversari che si incontreranno giocando; una volta che la barra vita di questi sia ridotta al minimo sindacale, una freccia indicherà in quale direzione sferrare il colpo finale con un naturale movimento del braccio come se si impugnasse una vera e propria katana.
Ovviamente, No More Heroes, non fa delle uccisioni l'unica possibilità ludica per tutta la durata dell'avventura: di certo è il fulcro principale del game, tuttavia Suda e soci hanno ideato diverse attività secondarie che non solo danno la possibilità di incrementare la longevità del titolo, ma anche a cimentarsi in certi impieghi piuttosto rari a vedersi nei videogiochi. Chi avrebbe mai pensato ad esempio che un prodotto cosi controverso come No More Heroes potesse fornire anche una piccola parte dedicata al taglio dell'erba alta? Oppure dare lezioni di ecologia ripulendo le vie cittadine dall'immondizia? Potenza del genio direbbe qualcuno, o semplicemente un tentativo di non far sembrare il gioco fin troppo ripetitivo nelle sue meccaniche.
Rising Star ha infatti inserito una sorta di free-roaming game (alla GTA per intendere meglio) nella quale il giocatore può vagare liberamente per Santa Destroy a bordo della incredibile e piuttosto stramba moto di Travis Touchdown. La città è ricca di negozi o strane associazioni: abbigliamento nel quale si potranno acquistare magliette e altri articoli del genere personalizzati direttamente dal team di sviluppo; videoteche, ove il caro Travis è solito affittare o acquistare titoli molto."intensi"; palestre di allenamento gestite da Thunder Ryu, maestro di Travis ed ex wrestler professionista. Qui potranno essere rinforzate alcune mosse ed imparate delle nuove; un laboratorio gestito dall'affascinante Professoressa Naomi, la quale costruisce katane laser sempre più sofisticate e potenti; un agenzia di collocamento, dove si potranno ingaggiare nuovi lavori che seppur non siano proprio il massimo della vita permettono di guadagnare qualche buon gruzzolo; un agenzia pubblicitaria che in realtà commissiona omicidi al protagonista e il Bancomat nel quale verranno effettuati i versamenti per poter procedere avanti nel gioco.
Infatti, ogni volta che si guadagna una posizione uccidendo il "boss" di turno, l'associazione richiederà un versamento per poter affrontare chi presiede la posizione successiva. Il danaro andrà guadagnato svolgendo appunto quei piccoli lavori secondari o sbrigando commissioni omicide per l'agenzia pubblicitaria.
Bisogna dire che il sistema di combattimento di No More Heroes è abbastanza appagante e divertente, forte anche delle diverse modifiche che potranno essere effettuate con il prosieguo della storia. Travis Touchdown, come detto, è anche un tipetto con la passione del wrestling, e non lesina qualche mossa (che imparerà guardando le videocassette su questo spettacolo) ai suoi avversari, che andranno effettuate con particolari movimenti combinati di Nunchuck e Wiimote.
Inoltre, durante gli scontri con katana, Travis potrà entrare in modalità Dark Side. Questa si attiva tramite una slot machine posizionata in basso nel teleschermo quando si effettuerà un colpo mortale contro un avversario. Una volta ucciso, infatti, la slot comincerà a girare e se si ottengono combinazioni uguali per tutte e tre le figure presenti, per qualche istante Travis diventerà praticamente invincibile riuscendo a sgominare tranquillamente qualsiasi avversario gli si pari davanti.
Tanto stile ma poca tecnica
-->Il comparto grafico di No More Heroes alterna alti e bassi. Se lo stile grafico di ambientazioni, character design e cosi via è sicuramente eccezionale e rasente la perfezione, quello tecnico delude terribilmente offrendo una delle produzioni più scadenti presenti su Nintendo Wii. Il gioco soffre di tantissimi difetti sotto questo aspetto, riscontrabili soprattutto in un sistema di collisioni ridicolo, textures caricate in ritardo nella maggior parte dei casi ed alcune di esse neanche eccezionali, pop-up in grossa quantità ed una IA non proprio eccelsa. Nulla di negativo da segnalare invece sotto il profilo sonoro, il quale presenta le buone musiche intervellate fra techno, j-pop e Tex-Mex di Masafumi Takada ed effetti sonori talmente originali da risultare splendidi e persino azzeccati.
Buon giudizio anche per la longevità composta dalle dieci alle dodici ore di gioco. Peccato solo per una certa ripetitività citata nella pagina precedente.
Considerazioni finali
-->No More Heroes è un prodotto atipico ma senza dubbio un buon gioco che merita almeno di essere provato. Un sistema di controllo appagante ed uno stile praticamente ineccepibile riescono a limare, in parte, i grossi limiti di un gioco che, con le dovute accuratezze sarebbe potuto diventare molto di più di quello che è realmente. Le fasi in free-roaming sembrano quasi un pretesto per poter avvicinare anche i cosiddetti "casual games", data la loro scarsa utilità e soprattutto i grossi difetti che le compongono. Il comparto tecnico è invece di quanto più brutto ci si potesse aspettare, pieno di bug e difetti e alcuni dei quali veramente fastidiosi.
Senza dubbio, come per Killer 7, No More Heroes è una esperienza unica, particolare che potrebbe non essere compresa da tutti, ma, ripetendo, va almeno provato, magari può anche piacervi.
Votazioni:
Grafica: 75
Longevità: 80
Gameplay: 80
Audio: 85
Globale: 78
domenica 13 aprile 2008
Uefa Euro 2008 - Hands ON
Della serie:"Migliore quanto di buono ho fatto". Electronic Arts affina ancora di più le prodezze di Fifa 08 con un nuovo titolo dedicato alla manifestazione continentale di Giugno. Anteprima, anzi meglio dire Hands-on, per CPW: http://www.consoleplanetworld.it/modules.php?name=Reviews&rop=showcontent&id=245
La prova su strada del nuovo titolo calcistico di Electronic Arts
Come accaduto nelle precedenti edizioni, Electronic Arts ripropone un titolo calcistico interamente dedicato ai Campionati Europei per nazioni che si svolgeranno a Giugno in Austria e Svizzera. Promettendo di aver migliorato ancora di più la già ottima struttura di gioco presente nelle edizioni di nuova generazione di Fifa 08, lo studio canadese di EA Sports permette ai giocatori di tutto il mondo di saggiare le qualità del prodotto tramite una versione dimostrativa distribuita attraverso la rete per via di Xbox Live e Play Station Network, la quale viene analizzata in questa anteprima.
Piccole novità pronte per Fifa 2009
La demo permette di cimentarsi in una sfida amichevole fra Germania e Francia, nello stadio di Berna in condizioni meteorologiche con pioggia (novità assoluta per la serie di nuova generazione) in notturna. L’impressione generale è immediatamente positiva. Quanto di buono ha fatto la fortuna di Fifa 08 viene adesso riproposto alla medesima maniera, elevato potenzialmente ad accorgimenti tali da risolvere la maggior parte dei (pochi) difetti riscontrati nel precedente titolo disponibile da Settembre. I movimenti dei calciatori appaiono, infatti, più reattivi e realistici, un controllo palla sempre di grande livello ed una libertà di gioco unica, nelle mani (o meglio dire nei piedi) del giocatore. L’introduzione delle barre di potenza per ogni tipo di passaggio permette, inoltre, la creazione di trame di gioco sempre più personalizzate e libere dalle catene dell’automazione, coadiuvate dall’ottima intelligenza artificiale dei compagni, i quali supporteranno, con movimenti senza palla utili e realistici, il gioco complessivo della propria compagine. Strizzando, quindi, l’occhio ai veri ‘calciofili’ più che al giocatore occasionale, Uefa Euro 2008 propone un sistema ludico curato e profondo degno di un vero simulatore di questo sporto, distanziando, di fatto, un Pro Evolution Soccer apparso molto deludente nelle ultime incarnazioni. Una simpatica novità è rappresentata dalla possibilità di personalizzare le proprie esultanze dopo un gol, tramite una serie di combinazioni di tasti con grilletti, dorsali e levetta analogica destra. Si avrà qualche secondo, infatti, per esultare nel modo preferito, salvo poi lasciare spazio all’ovvia sequenza filmata che mostra l’abbraccio dei propri compagni.
Finalmente piove!
Come accennato qualche capoverso più su, Electronic Arts ha finalmente inserito nel proprio titolo differenti condizioni meteorologiche da poter utilizzare come scenario dei match di gioco. Infatti, le edizioni di nuova generazione di Fifa 07 e Fifa 08 si limitavano a presentare esclusivamente cielo sereno, con qualche sprazzo di nuvoloso qua e la ma nessuna goccia d’acqua. La pioggia, in Uefa Euro 2008, è ben realizzata. Si vedono pozzanghere formarsi qua e la nelle varie zone del campo, le quali comprometteranno anche il normale scorrere del pallone e la corsa dei calciatori che, naturalmente, faranno molta più fatica che in condizioni normali. Grande cura è stata riposta anche negli schizzi d’acqua generati dall’impatto sul terreno della sfera di gioco, o da frenetiche scivolate da parte degli uomini in campo. Per quanto riguarda il resto, la realizzazione tecnica è sempre superba lasciando spazio allo stupore in certi frangenti, nei quali sembra di assistere veramente ad un incontro calcistico in televisione. I modelli poligonali dei calciatori sono ben curati e godono di animazioni realistiche, migliorate ancora di più dai buoni livelli visti in Fifa 08. Qualche difetto qua e la, come un frame-rate traballante durante le esultanze, ed altre cose che potevano essere gestite meglio, non pregiudicano, comunque, la qualità di un comparto che merita sicuramente una lode particolare. L’aspetto sonoro è rimasto praticamente immutato rispetto il precedente episodio, mantenendosi tuttavia su livelli medio-alti, lasciando un po’ l’amaro in bocca in occasione dei gol, nella quale il pubblico potrebbe, effettivamente, esultare in modo più “acceso”.
Prova su strada superata
La demo di Uefa Euro 2008 ha sicuramente convinto la maggior parte dei giocatori della comunità video ludica mondiale. Le piccole novità apportate renderanno questo titolo come un must have per ogni appassionato di calcio e, sicuramente, un buon dolce in attesa della manifestazione continentale di Giugno, dove la nazionale italiana proverà a bissare il successo ottenuto ai mondiali di Germania 2006. Nel frattempo, provateci voi!
La prova su strada del nuovo titolo calcistico di Electronic Arts
Come accaduto nelle precedenti edizioni, Electronic Arts ripropone un titolo calcistico interamente dedicato ai Campionati Europei per nazioni che si svolgeranno a Giugno in Austria e Svizzera. Promettendo di aver migliorato ancora di più la già ottima struttura di gioco presente nelle edizioni di nuova generazione di Fifa 08, lo studio canadese di EA Sports permette ai giocatori di tutto il mondo di saggiare le qualità del prodotto tramite una versione dimostrativa distribuita attraverso la rete per via di Xbox Live e Play Station Network, la quale viene analizzata in questa anteprima.
Piccole novità pronte per Fifa 2009
La demo permette di cimentarsi in una sfida amichevole fra Germania e Francia, nello stadio di Berna in condizioni meteorologiche con pioggia (novità assoluta per la serie di nuova generazione) in notturna. L’impressione generale è immediatamente positiva. Quanto di buono ha fatto la fortuna di Fifa 08 viene adesso riproposto alla medesima maniera, elevato potenzialmente ad accorgimenti tali da risolvere la maggior parte dei (pochi) difetti riscontrati nel precedente titolo disponibile da Settembre. I movimenti dei calciatori appaiono, infatti, più reattivi e realistici, un controllo palla sempre di grande livello ed una libertà di gioco unica, nelle mani (o meglio dire nei piedi) del giocatore. L’introduzione delle barre di potenza per ogni tipo di passaggio permette, inoltre, la creazione di trame di gioco sempre più personalizzate e libere dalle catene dell’automazione, coadiuvate dall’ottima intelligenza artificiale dei compagni, i quali supporteranno, con movimenti senza palla utili e realistici, il gioco complessivo della propria compagine. Strizzando, quindi, l’occhio ai veri ‘calciofili’ più che al giocatore occasionale, Uefa Euro 2008 propone un sistema ludico curato e profondo degno di un vero simulatore di questo sporto, distanziando, di fatto, un Pro Evolution Soccer apparso molto deludente nelle ultime incarnazioni. Una simpatica novità è rappresentata dalla possibilità di personalizzare le proprie esultanze dopo un gol, tramite una serie di combinazioni di tasti con grilletti, dorsali e levetta analogica destra. Si avrà qualche secondo, infatti, per esultare nel modo preferito, salvo poi lasciare spazio all’ovvia sequenza filmata che mostra l’abbraccio dei propri compagni.
Finalmente piove!
Come accennato qualche capoverso più su, Electronic Arts ha finalmente inserito nel proprio titolo differenti condizioni meteorologiche da poter utilizzare come scenario dei match di gioco. Infatti, le edizioni di nuova generazione di Fifa 07 e Fifa 08 si limitavano a presentare esclusivamente cielo sereno, con qualche sprazzo di nuvoloso qua e la ma nessuna goccia d’acqua. La pioggia, in Uefa Euro 2008, è ben realizzata. Si vedono pozzanghere formarsi qua e la nelle varie zone del campo, le quali comprometteranno anche il normale scorrere del pallone e la corsa dei calciatori che, naturalmente, faranno molta più fatica che in condizioni normali. Grande cura è stata riposta anche negli schizzi d’acqua generati dall’impatto sul terreno della sfera di gioco, o da frenetiche scivolate da parte degli uomini in campo. Per quanto riguarda il resto, la realizzazione tecnica è sempre superba lasciando spazio allo stupore in certi frangenti, nei quali sembra di assistere veramente ad un incontro calcistico in televisione. I modelli poligonali dei calciatori sono ben curati e godono di animazioni realistiche, migliorate ancora di più dai buoni livelli visti in Fifa 08. Qualche difetto qua e la, come un frame-rate traballante durante le esultanze, ed altre cose che potevano essere gestite meglio, non pregiudicano, comunque, la qualità di un comparto che merita sicuramente una lode particolare. L’aspetto sonoro è rimasto praticamente immutato rispetto il precedente episodio, mantenendosi tuttavia su livelli medio-alti, lasciando un po’ l’amaro in bocca in occasione dei gol, nella quale il pubblico potrebbe, effettivamente, esultare in modo più “acceso”.
Prova su strada superata
La demo di Uefa Euro 2008 ha sicuramente convinto la maggior parte dei giocatori della comunità video ludica mondiale. Le piccole novità apportate renderanno questo titolo come un must have per ogni appassionato di calcio e, sicuramente, un buon dolce in attesa della manifestazione continentale di Giugno, dove la nazionale italiana proverà a bissare il successo ottenuto ai mondiali di Germania 2006. Nel frattempo, provateci voi!
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